Incontro con l’autore: Flavio Maracchia

di Alessio Manfroni

Nella nostra società la “cultura dello scarto” tende a diventare mentalità comune, che contagia tutti. La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare, specie se è povera o disabile, se non serve ancora, come il nascituro, o non serve più, come l’anziano». Queste parole – pronunciate da papa Francesco durante l’udienza generale del 5 giugno 2013 in piazza San Pietro – denunciano quella «cultura» dell’esclusione, della marginalizzazione e dell’indifferenza che, sempre più, sta dilagando all’interno dei rapporti umani. Una deriva che anche monsignor Giovanni Paolo Benotto ha denunciato in più occasioni, come ad esempio durante l’omelia nella celebrazione solenne della Giornata del malato, lo scorso 11 febbraio, nella cattedrale di Pisa. Ma come fare per evitare tutto questo? Come riuscire a garantire a quel «valore primario», che è la persona, la «tutela» e il «rispetto» invocati dal Santo Padre? Come insegnare, soprattutto ai giovani, che del mondo di domani saranno i cittadini e i custodi, il valore dell’accoglienza, del dialogo e della solidarietà?

Arianna ed operatoriLa Fondazione Casa Cardinale Maffi prova, concretamente, a farlo. Esempio di questo impegno è il progetto integrato dal titolo «Suoni, forme e colori: tante strade per incontrarsi», promosso dalla Fondazione stessa, con il patrocinio dei comuni di Cecina e Rosignano Marittimo e il coinvolgimento di alcuni istituti scolastici di diverso ordine e grado, oltre a quello di varie associazioni di volontariato del territorio. Un progetto questo che si propone di far entrare in contatto realtà che altrimenti correrebbero il rischio di diventare «mondi» separati e sconosciuti tra loro. Un modo per far capire ai bambini e ai ragazzi l’importanza di valori fondamentali quali, ad esempio, l’amicizia, l’integrazione o l’accettazione della diversità. Un’occasione di arricchimento reciproco per i giovani studenti e per gli ospiti delle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa). Come illustrato dalla Responsabile del servizio educativo riabilitativo della Fondazione Casa Cardinale Maffi, Arianna Cerretti, si tratta di un progetto biennale, giunto al suo secondo anno, che coinvolge alcune classi di cinque scuole nei comuni di Cecina e Rosignano (la scuola paritaria dell’infanzia «San Ranieri» e quella primaria «G. Marconi» di San Pietro in Palazzi, quelle secondarie di primo grado «G. Fattori» di Rosignano, «G. Galilei» di Cecina e la sua succursale di San Pietro in Palazzi) e gli assistiti delle tre Rsa della Bassa Val di Cecina (Rosignano, Cecina, San Pietro in Palazzi). Attraverso una serie di attività condivise dai ragazzi delle scuole e dagli ospiti delle Rsa, il progetto integrato favorisce uno «scambio» generazionale, evidenziando e aiutando a capire il valore delle relazioni. Se lo scorso anno tali attività si sono focalizzate soprattutto sull’«incontro» tra ragazzi e anziani, nell’ottica di un recupero di antiche tradizioni e mestieri da tramandare alle nuove generazioni, l’obiettivo del secondo anno del progetto integrato è quello della trasmissione, attraverso le arti, di quattro importanti tematiche valoriali: l’accoglienza, il rispetto, il dialogo e l’amicizia. L’arte e la sensibilità che essa riesce a suscitare nelle coscienze, vista, dunque, come un mezzo per aprirsi agli altri; una strada per incontrarsi e comprendersi, superando le «barriere» della diversità. Per questo ragazzi e ospiti delle Rsa sono stati coinvolti, mensilmente, nelle attività creative di quattro laboratori artistici: pittura, ceramica, teatro, scrittura-creativa e musica. Attività guidate da esperti in materia (rispettivamente Camilla Riccardi, Simona Rovini, Flavio Folle e Maria Rosa Carrai) coadiuvati dalla professionalità degli operatori dell’equipe educativo riabilitativa della Fondazione Casa Cardinale Maffi della Bassa Val di Cecina.

ceramica2Una tappa importante di questo percorso educativo è stato l’«Evento culturale artistico» che ha avuto luogo, sabato 22 marzo, nella splendida cornice del castello Pasquini a Castiglioncello, nel comune di Rosignano Marittimo. Un’occasione questa che ha dato la possibilità anche ai cittadini di accedere ai vari laboratori artistici, allestiti per l’occasione nelle sale del castello. L’evento ha inoltre permesso agli alunni delle tre classi secondarie di primo grado coinvolte nel progetto e agli assistiti delle Rsa della bassa Val di Cecina, d’incontrare Flavio Maracchia, l’autore del libro «Come un pinguino: storia di un’amicizia speciale», testo scelto come filo conduttore del progetto integrato per favorire l’accettazione della diversità. A introdurre l’incontro, le parole di Elena Ciaffone, Assessore alle politiche sociali del comune di Rosignano Marittimo: «Ognuno di noi, nella vita, si è sentito almeno una volta “diverso”, fuori posto, magari anche solo per pochi istanti. Lavorare insieme, sporcarsi le mani per realizzare qualcosa con gli altri, fa capire quanto questa condizione sia comune a tutti. Cerchiamo davvero di realizzare l’unità con gli altri, in questo modo ci sentiremo meno soli anche con noi stessi». Anche il Direttore generale della Fondazione Casa Cardinale Maffi, Massimo Rapezzi, ha voluto porgere i suoi saluti a tutti i presenti: «Quella di oggi è una tappa di un percorso di solidarietà e amicizia tra le generazioni che deve essere quotidiano. È necessario dare a questa amicizia, che è qualcosa di speciale, quella continuità senza la quale non avrebbe senso». L’incontro con l’autore Flavio Maracchia, moderato dai docenti Linda Galluzzo (scuola «Fattori» di Rosignano), Rita Iacoviello (scuola «Galilei» succursale di San Pietro in Palazzi) e Mario Settino (scuola «Galilei» di Cecina), ha visto una partecipazione attenta e carica d’entusiasmo da parte dei giovani  lettori. «Non credete a chi vi dice che siamo tutti uguali – ha detto loro Flavio Maracchia – perché non è vero. Siamo invece tutti diversi e non dobbiamo avere paura delle parole. La bellezza dello stare insieme – ha aggiunto – deriva proprio dal fatto che siamo tutti diversi l’uno dall’altro, che ognuno di noi non è la fotocopia dell’altro ma una persona speciale. Trovare delle differenze tra di noi, sottolinea la nostra identica natura. Possiamo confrontare una pera con un’arancia e notare che sono diverse tra loro perché siamo consapevoli che entrambe sono, allo stesso modo, frutti. A nessuno, infatti, verrebbe mai in mente di paragonare una pera a un aeroplano». All’evento hanno preso parte anche i rappresentanti e gli assistiti delle associazioni di volontariato: Auser di Cecina e Rosignano, LaAV (Lettura ad alta voce) di Castiglioncello, Efesto, A.Tra.C.To (Associazione traumi cranici toscani) Valdarno.

Il 29 maggio prossimo, nella villa Graziani di Vada, si terrà l’appuntamento conclusivo del progetto integrato. Un evento, dal titolo «La sagra dell’amicizia», che chiuderà il biennio e che vedrà presentate le opere finali prodotte dal lavoro creativo dei laboratori artistici.

Lascia un commento