Pellegrinaggio a Lourdes dal 22 al 28 luglio 2012 in collaborazione con l’UNITALSI di Livorno e di Volterra

Alcune sezioni dell’Unitalsi (Livorno, Volterra, Pisa e Santa Croce) collaborano da lungo tempo con la struttura, coinvolgendo un gruppo stabile di assistiti in varie iniziative sul territorio in occasione di varie ricorrenze annuali  e pellegrinaggi a Lourdes durante il periodo estivo.

Il pellegrinaggio a Lourdes costituisce un’occasione di integrazione e di socializzazione profondamente significativa per gli interessati ed è fondamentale  mantenerne la continuità.

Anche quest’anno  il positivo rapporto di collaborazione  con l’Unitalsi, Sottosezione di Livorno e Sottosezione di Volterra, ha consentito la partecipazione al pellegrinaggio  a Lourdes nel periodo dal 22 al 28 luglio di due gruppi  di assistiti accolti in Residenza (6+3) e di una ragazza che frequenta il Centro Diurno Il Mosaico.

Purtroppo  le risorse a disposizione dell’Unitalsi non consentivano l’intero  finanziamento dei pellegrinaggi ed è stato necessario un contributo  per garantire i posti ai consueti partecipanti.

Come di consueto, i familiari/rappresentanti legali dei partecipanti hanno condiviso con entusiasmo il progetto e  la Fondazione Casa Cardinale Maffi si è resa disponibile a contribuire parzialmente al finanziamento richiesto da entrambe le Sottosezioni di Livorno e di Volterra.

La permanenza è stata molto piacevole per tutti e,  sin dall’arrivo del treno  alla stazione di Pisa, tutti i partecipanti hanno cominciato il conto alla rovescia in attesa del pellegrinaggio dell’anno prossimo!

Ringraziando ancora la rete del volontariato Unitalsi per la collaborazione e la comprensione dimostrate, invitiamo alla lettura della lettera scritta dai  volontari.

“Cara Maria Sol,

abbiamo ricevuto la tua e-mail in merito al pellegrinaggio appena trascorso a Lourdes e ti ringraziamo per le parole espresse nei confronti del lavoro dei volontari. E’ un’esperienza meravigliosa che ognuno, volontario, malato o pellegrino vive con grande gioia ed entusiasmo e che porta con se nel cuore quando rientra a casa e alla vita di ogni giorno. Siamo pienamente consapevoli e felici del giovamento psicologico che i nostri amici dell’Istituto ricevono in quei giorni; uscire dalla loro routine quotidiana, conoscere persone nuove, ritrovare volti a loro familiari e condividere queste esperienze tutti insieme sicuramente è per essi di grande beneficio. Siamo altrettanto consapevoli e felici del bene che loro fanno e donano ad ogni singolo volontario che ha la fortuna di condividere con loro quell’esperienza d’amore che è Lourdes, portandosi in valigia al rientro i loro volti e i loro sorrisi. Non a caso abbiamo scelto la parola “amici”, per tutti noi non sono persone diversamente abili ma amici che fanno parte della cerchia affettiva delle persone che ruotano intorno alla vita di ognuno . Con grande rammarico abbiamo visionato le critiche sull’ igiene dei ragazzi constatata al momento del rientro in Istituto. Questo ci mortifica molto perchè i volontari sono sempre molto attenti al benessere delle persone di cui si devono prendere cura. Non è semplice riuscire a spiegare in poche righe cosa voglia dire muovere la “ macchina pellegrinaggio” a chi non ha mai partecipato e non ha preso visione del lavoro immane che viene svolto non solo durante la permanenza a Lourdes ma anche in treno dove è ovvio che vi siano disagi per tutti, compresi i volontari, nel salvaguardare l’igiene. Per quanto riguarda lo svolgimento del servizio all’interno dell’ ospedale Salus Infirmorum dove sono alloggiati gli ammalati, ogni mattina  gli ospiti vengono aiutati, se autosufficienti, o sostituiti dal volontario, se non autosufficienti,  nelle pratiche igieniche che vengono svolte con gli stessi ausili e le stesse sequenze usate negli Istituti grazie anche alla presenza nel reparto di volontari che nella loro vita svolgono il lavoro di infermieri professionali  o  operatori socio sanitari. Gli ospiti vengono poi aiutati a vestirsi sempre con abiti puliti e decorosi. Naturalmente tutto questo viene svolto anche nell’arco della giornata al bisogno.   La caposala che dirige il piano a lei assegnato in ospedale quando delega al personale le mansioni che dovranno svolgere nei giorni di permanenza, individua due o tre sorelle di assistenza che avranno il compito di controllare la biancheria intima ed i vestiti di ciascun ospite e di lavarla ( ogni reparto è attrezzato con un piccolo locale lavanderia) di stenderla mettendo i cartellini con i nomi delle persone a cui appartengono per evitare spiacevoli equivoci e dove occorre prima di consegnarla ai legittimi proprietari di stirarla. E’ ovvio che sarebbe molto più sbrigativo per il personale mettere tutto in valigia e far riportare i panni sporchi in Istituto usando così tutti i cambi a disposizione ma non ci sembra corretto, ecco perchè molto spesso ci sono in valigia dei cambi abito non usati. Per quanto riguarda l’igiene constatata al momento del rientro in Istituto ci tenevamo a far notare che le stanze dell’ ospedale sono state lasciate la mattina del venerdì, agli ospiti è stato riservato un piano dell’ospedale dove viene svolto il Transit ( il periodo di tempo che trascorre dal momento in cui vengono lasciate le camere a quello in cui  è permesso salire sul treno). Questo piano non è una vera e propria corsia ma un salone dal quale è possibile accedere ad alcuni bagni dove le persone possono soddisfare i propri bisogni e rinfrescarsi viso e mani ma dove non è possibile fare docce o pratiche igieniche approfondite. Dalla salita sul treno del venerdì sera alle ore 20.00 circa, le persone che dovevano scendere alla stazione di Pisa sono arrivate il pomeriggio del sabato alle  ore 17.00  dopo un viaggio durato ben 21 ore!. Tutti, chi più, chi meno, conosce i bagni sui treni e a parte chi viaggia sull’attrezzato dove è possibile usufruire di un bagno più grande e c’è la possibilità di attuare delle norme igieniche “più serie” ( non è possibile fare docce ) chi viaggia negli scompartimenti ha a disposizione lo spazio sufficiente per esplicare le proprie necessità e lavarsi le mani. Facendo un rapido conto dopo quasi 40 ore dalla possibilità di potersi lavare seriamente  è ovvio che nessuno potrà essere fresco come una rosa, volontari compresi. Tutto questo non deve essere un’attenuante o una giustificazione ma chi non ha mai partecipato a questo tipo di viaggio non crediamo si possa rendere conto fino in fondo non solo delle cose meravigliose che vengono vissute  ma anche degli eventuali disagi, tecnicamente ed umanamente quasi impossibili da gestire che una “ macchina” così complessa presenta nonostante gli sforzi di tutti. Scusandoci di questa replica che non vuole assolutamente essere una polemica ma il tentativo di spiegare a parole l’operato e la buona volontà di tutti i volontari che ogni anno cercano di mettere in atto, con il cuore prima di tutto, la salvaguardia ed il benessere psico-fisico di tutte le persone a loro affidate

 considerando che gli ammalati quest’anno erano circa trecento e che ad ognuno di loro sono state riservate tutte le attenzioni possibili. La cosa più importante è la gioia che ognuno di noi ha portato a casa e la voglia di ripartite al più presto per quel luogo straordinario che è Lourdes.

Un caro saluto 

I volontari U.N.I.T.A.L.S.I. 

 

 

 

 

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